Mi sono più volte posto una domanda molto semplice e diretta: Cosa rende effettivamente appetibile un NFT di natura artistica? La precisazione del campo “artistico” è d’obbligo, in quanto un Non Fungible Token può essere anche un documento stampato a fuoco in blockchain, un contratto, una certificazione, ossia fattispecie che certamente non hanno alcun valore o pretesa di valore artistico.
Ma se fotografo il mio gatto con un banale smartphone e trasformo l’immagine risultante in un NFT è abbastanza evidente che farò una gran fatica a venderlo, anche se in tiratura a un solo esemplare, e al prezzo di cinquanta eurocent in MATIC o Ethereum.
Quindi la domanda si pone, eccome se si pone.
https://opensea.io/assets/0x9B334e6E5461AdB21D280B24181cDf2b1b0Ee1bF/3
Personalmente ho analizzato centinaia di NFT, e sono giunto a una conclusione univoca e costantemente dimostrata dai fatti. Gli NFT “di valore” hanno tre caratteristiche irrinunciabili:
una natura multimediale nativamente digitale;
un progetto che ne rende appetibile il collezionismo;
un virtuosismo realizzativo pregevole che genera stupore.
Prendiamo per esempio questo NFT celebrativo dei parchi nazionali statunitensi. Si tratta chiaramente di un pregevole rendering tridimensionale, che restituisce l’immagine di un gettone che ruota. Il realismo è spinto: la rotazione include anche il riflesso metallico, riprodotto con fedeltà stupefacente. Tuttavia abbiamo un elemento ulteriore: ad ogni rotazione, la superficie in vista propone magicamente un’immagine sempre diversa, relativa appunto alla sequenza dei parchi celebrati. Completa il quadro un progetto di raccolta fondi per la tutela dei medesimi.
Le caratteristiche ci sono tutte: opera nativamente digitale, con un intento che rende sensato il collezionarla, il tutto confezionato in modo mirabilmente originale.

