What I write belongs to me, but it's free for everyone I don't care what you think, but I value your opinion We can build a better future!

Oggi voglio raccontarti una storia. La tua storia.
Eri piccolo, cosi piccolo, che potevo sollevarti con una mano. Eri felice, bello e perfetto, la creatura più incredibile di tutto l'universo.
I tuoi occhi si perdevano per il mondo, il tuo sguardo incredibile, al contempo potente come il mare in tempesta e tenero come gli occhi di tua madre.
Una creatura semplicemente meravigliosa.
Poi sono arrivato io, con le mie maniere impacciate, la mia fretta, il mio desiderio di prendere anziché dare. Prendere tutto quello che ce di cosi meraviglioso in te, la magia il desiderio racchiuso nelle tue piccole mani
E tu quanto sei stato paziente, quanto mi hai mostrato inconzionato amore.
Tremo all’idea dell’incommensurabile responsabilità che mi e stata affidata.
Poi ti guardo, ti credevo fragile vulnerabile a tutto, una spugna che assorbe.
Ed improvvisamente, mi accorgo di quanto sei forte, di quanto incorruttibile e potente sia il tuo giovane desiderio. Questo pensiero mi ha dato pace, una piccola pace, questa si vulnerabile, passeggera, in balia del vento che agita la burrasca dei miei pensieri.
Ma tu eri li, come una roccia magnifica, grezza, non ancora levigata dalle mareggiate della vita. Ed io lentamente capivo, lentamente mi rendevo conto di quanto il tuo coraggio e la tua determinazione fossero cosi sproporzionati alle tue piccole dimensioni, alle tue tenere sembianze.
Quella che mi sembrava una piccola roccia grezza emersa in mezzo al mare della vita era in realtà una gigantesca scogliera, infinita allo sguardo. indistruttibile se non con paziente e meticoloso lavoro.
E piano piano capivo, che l’unica cosa che dovevo fare, era non fare nulla.
piano piano capivo che l'unica cosa da fare era sedermi e ammirarti. lasciare che il vento sferzante ed impetuoso mi scompigliasse i capelli.
Mentre, seduto ad ammirarti, chiudo gli occhi, sento il rumore delle onde che su di te si infrangono, gli schizzi di spuma che rimbalzano sulle tue possenti pendici e ricadono trasformate in flebile vapore.
Posso sentire l’odore del sale che su te si posa e anziché danneggiarti ti rende ancora più forte, ancora più bello, ancora più maestoso.
Percepisco l’energia, la furia della vita che su di te si abbatte e ti rende cosi fantastico, cosi meraviglioso.
Il grandioso spettacolo di un bambino che cresce.
E cosi ho deciso che non ti avrei insegnato più niente, da oggi tu saresti diventato il mio maestro, ed io sarei diventato il tuo umile, maldestro discepolo.
Ho preso posto tra i banchi della tua scuola, unico studente di un professore cosi illustre. e mi perdevo nella grazia, nella gioia di questa opportunità che la vita mi ha regalato.
Ma tu, con le tue maniere gentile, con il tuo sguardo sottile, mi riportavi nel presente, senza bisogno di usare parole. Ogni istante, giorno dopo giorno, mi mostravi cosa fosse davvero la vita, mi mostravi di quanto meravigliosamente dolce l’esistenza possa essere.
E tu crescevi, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
Improvvisamente eri grande, mi avevi regalato ogni grammo della tua essenza ed ora era arrivato il tempo di lasciarmi, di dedicarti a nuove avventure, a nuove sfide, e di prendere il tuo posto tra banchi della vita.
Perche la vita e cosi, nasciamo professori e diventiamo studenti, per una sorta di magica consapevolezza del destino.
Le parole non servono più, sono ingannevoli, mascherano, dissimulano sentimenti ed emozioni troppo grandi per essere espressi.
Tutto cio che rimane sono sguardi, la vibrazione che costantemente ci unisce a tutte le creature dell’universo.

Oggi voglio raccontarti una storia. La tua storia.
Eri piccolo, cosi piccolo, che potevo sollevarti con una mano. Eri felice, bello e perfetto, la creatura più incredibile di tutto l'universo.
I tuoi occhi si perdevano per il mondo, il tuo sguardo incredibile, al contempo potente come il mare in tempesta e tenero come gli occhi di tua madre.
Una creatura semplicemente meravigliosa.
Poi sono arrivato io, con le mie maniere impacciate, la mia fretta, il mio desiderio di prendere anziché dare. Prendere tutto quello che ce di cosi meraviglioso in te, la magia il desiderio racchiuso nelle tue piccole mani
E tu quanto sei stato paziente, quanto mi hai mostrato inconzionato amore.
Tremo all’idea dell’incommensurabile responsabilità che mi e stata affidata.
Poi ti guardo, ti credevo fragile vulnerabile a tutto, una spugna che assorbe.
Ed improvvisamente, mi accorgo di quanto sei forte, di quanto incorruttibile e potente sia il tuo giovane desiderio. Questo pensiero mi ha dato pace, una piccola pace, questa si vulnerabile, passeggera, in balia del vento che agita la burrasca dei miei pensieri.
Ma tu eri li, come una roccia magnifica, grezza, non ancora levigata dalle mareggiate della vita. Ed io lentamente capivo, lentamente mi rendevo conto di quanto il tuo coraggio e la tua determinazione fossero cosi sproporzionati alle tue piccole dimensioni, alle tue tenere sembianze.
Quella che mi sembrava una piccola roccia grezza emersa in mezzo al mare della vita era in realtà una gigantesca scogliera, infinita allo sguardo. indistruttibile se non con paziente e meticoloso lavoro.
E piano piano capivo, che l’unica cosa che dovevo fare, era non fare nulla.
piano piano capivo che l'unica cosa da fare era sedermi e ammirarti. lasciare che il vento sferzante ed impetuoso mi scompigliasse i capelli.
Mentre, seduto ad ammirarti, chiudo gli occhi, sento il rumore delle onde che su di te si infrangono, gli schizzi di spuma che rimbalzano sulle tue possenti pendici e ricadono trasformate in flebile vapore.
Posso sentire l’odore del sale che su te si posa e anziché danneggiarti ti rende ancora più forte, ancora più bello, ancora più maestoso.
Percepisco l’energia, la furia della vita che su di te si abbatte e ti rende cosi fantastico, cosi meraviglioso.
Il grandioso spettacolo di un bambino che cresce.
E cosi ho deciso che non ti avrei insegnato più niente, da oggi tu saresti diventato il mio maestro, ed io sarei diventato il tuo umile, maldestro discepolo.
Ho preso posto tra i banchi della tua scuola, unico studente di un professore cosi illustre. e mi perdevo nella grazia, nella gioia di questa opportunità che la vita mi ha regalato.
Ma tu, con le tue maniere gentile, con il tuo sguardo sottile, mi riportavi nel presente, senza bisogno di usare parole. Ogni istante, giorno dopo giorno, mi mostravi cosa fosse davvero la vita, mi mostravi di quanto meravigliosamente dolce l’esistenza possa essere.
E tu crescevi, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
Improvvisamente eri grande, mi avevi regalato ogni grammo della tua essenza ed ora era arrivato il tempo di lasciarmi, di dedicarti a nuove avventure, a nuove sfide, e di prendere il tuo posto tra banchi della vita.
Perche la vita e cosi, nasciamo professori e diventiamo studenti, per una sorta di magica consapevolezza del destino.
Le parole non servono più, sono ingannevoli, mascherano, dissimulano sentimenti ed emozioni troppo grandi per essere espressi.
Tutto cio che rimane sono sguardi, la vibrazione che costantemente ci unisce a tutte le creature dell’universo.
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