
Astar Community Call – November Edition

Astar Community Call – December Edition
Burndrop PoC, Astar Foundation Forward and the Road to 2026 🌟The final Astar Community Call of 2025 was not a simple update call. It was a call about direction, transparency, and responsibility. With the launch of the Burndrop PoC, the introduction of Astar Foundation Forward, and a clear vision for 2026, Astar marked a shift in approach: fewer promises, more concrete, testable, and measurable mechanisms.🔥 Burndrop PoC: from theory to on-chainThe Burndrop Proof of Concept was designed with ...

Costruire il Product Layer di Astar
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Astar Community Call – November Edition

Astar Community Call – December Edition
Burndrop PoC, Astar Foundation Forward and the Road to 2026 🌟The final Astar Community Call of 2025 was not a simple update call. It was a call about direction, transparency, and responsibility. With the launch of the Burndrop PoC, the introduction of Astar Foundation Forward, and a clear vision for 2026, Astar marked a shift in approach: fewer promises, more concrete, testable, and measurable mechanisms.🔥 Burndrop PoC: from theory to on-chainThe Burndrop Proof of Concept was designed with ...

Costruire il Product Layer di Astar
Dopo i feedback della community al post “Astar Foundation Forward: dApp Staking & Tokenomics” e un’analisi dei dati onchain, la Astar Foundation ha pubblicato una proposta con due obiettivi chiari:
ridurre le preoccupazioni sull’inflazione
semplificare l’esperienza utente di dApp Staking
concentrare le ricompense su progetti che portano valore reale
Il pacchetto di cambiamenti è sostanzioso: tetto massimo di inflazione annua dal 7% al 5,5%, rimozione totale dei bonus, passaggio a un solo ciclo annuale di staking, e dApp Staking limitato a 16 progetti. In combinazione con Burndrop, l’intento è “stringere” in modo deciso l’economia del token $ASTR.
Link della proposta al Forum: https://forum.astar.network/t/proposal-tokenomics-3-0-dapp-staking-changes/9345?u=emanuct96
La Foundation identifica quattro punti principali.
Un tetto massimo del 7% annuo viene percepito come un “soffitto” che può creare pressione di vendita costante, anche se l’inflazione reale può essere più bassa.
Con circa 69 progetti in dApp Staking, anche progetti poco attivi possono ricevere una parte del reward pool. Questo viene visto come una perdita di valore e un indebolimento degli incentivi per chi costruisce davvero.
L’attuale struttura con periodi (Voting + Build & Earn), bonus e meccaniche di ri-staking e ri-voto rende tutto più macchinoso del necessario. Tra tiering, periodi e numero elevato di progetti, si genera confusione e attrito.
Ricompense fisse alte e componente dinamica più bassa hanno contribuito a instabilità dell’APR e a pressione inflazionistica.
La modifica più importante è il passaggio da 7% a 5,5% come inflazione massima annua.
In parallelo:
bonus eliminati (bonus allocation al 0%)
quella quota viene spostata su base rewards e adjustable rewards per gli staker
In più si attiva il meccanismo di “decay” (riduzione emissioni nel tempo) con un decadimento per blocco dello 0,000008%, cioè l’elemento centrale del modello “Tokenomics 3.0” che punta a far convergere le emissioni verso un limite massimo (asintotico).
Nota importante della proposta: questi numeri rappresentano il tetto massimo. L’inflazione reale attuale viene indicata come circa 2,77%. Ridurre il tetto massimo dovrebbe spingere l’inflazione reale ancora più giù.
Con una supply attuale indicata di 8.622.347.668 $ASTR, la proposta confronta due scenari.
Modello attuale (7% max): circa 603,6M $ASTR come cap annuo
Nuovo modello (5,5% max): circa 474,2M $ASTR come cap annuo
Risultato: circa 129,3M $ASTR in meno all’anno, cioè -21,4% del soffitto di emissione.
E non finisce qui: il “decay factor” riduce ulteriormente le emissioni nel tempo. La proposta cita un esempio: con un rapporto di staking ideale al 50%, le emissioni scenderebbero a circa 81% dopo il primo anno e 65% dopo il secondo (riduzione esponenziale per blocco).
Tokenomics 3.0 punta a una supply massima determinata dal decay. Con il nuovo tetto:
prima: ~10,5B $ASTR
ora: ~10B $ASTR (circa 9,9B)
In pratica, la traiettoria verso il limite massimo diventa più aggressiva.
Burndrop viene presentato come iniziativa chiave nel 2026 e si integra direttamente con Tokenomics 3.0.
Il concetto è semplice: ogni burn riduce sia la supply attuale sia il limite massimo finale dello stesso ammontare.
Esempio della proposta:
se la max supply converge verso ~10B $ASTR
e vengono bruciati 2B $ASTR via Burndrop
il nuovo “cap effettivo” diventa ~8B $ASTR
Meno inflazione massima + burn attivi = supply economics più stretti.
Qui la proposta cambia filosofia: da “onboarding ampio” a “ricompense concentrate sui top performer”.
Con bonus allocation a 0%, spariscono:
bonus mechanics
voto e ricompense collegate al periodo bonus
tracking e ri-staking legati ai bonus
Obiettivo: zero complicazioni inutili.
Dato che l’inflazione viene ricalcolata annualmente, dApp Staking si allinea a un ciclo annuale.
In pratica:
l’utente “staka” una volta
mantiene la posizione fino al reset annuale
si passa da circa 3 ri-azioni l’anno a 1 sola
Si passa da ~69 a 16 progetti. Questo significa:
reward pool meno “diluito”
allocazioni più significative per chi resta
focus sui progetti che generano impatto reale
L’idoneità di un progetto richiede approvazione governance (Onchain Governance o ACC).
E in più: review regolari e possibilità di rimozione per progetti inattivi o fermi, creando pressione competitiva a consegnare risultati.
La logica dei tier resta nel backend per calcolare le ricompense, ma l’esperienza utente viene resa più semplice e lineare.
Nota: i dettagli più tecnici (soglie, rewards per progetto, modifiche ai tier) arriveranno in un post dedicato all’implementazione.
La Foundation parla esplicitamente di un approccio “parameter-based”:
usare parametri già configurabili nel codice attuale
evitare una riscrittura completa
ridurre rischio di bug, breaking changes e bisogno di audit pesanti
concentrare lo sviluppo su UI e governance execution
La proposta ribadisce che l’inflazione su Astar non è “stampa generica”, ma ricompense distribuite a soggetti specifici:
collator: produzione blocchi e sicurezza operativa
treasury: grant e iniziative di lungo periodo
dApp Staking: reward per builder e staker
Il decay factor è il meccanismo che fa “maturare” il sistema nel tempo, riducendo emissioni man mano che l’ecosistema cresce.
Sul fronte rendimenti, viene indicato che l’APY atteso scenderebbe:
da circa 17,5% (oggi)
a circa 10% (proposto)
Più basso, ma considerato più sostenibile e prevedibile, soprattutto con inflazione reale riportata come circa 2,3% nel confronto.
attivazione del modello a supply che converge (decay)
tetto inflazione massima da 7% a 5,5%
circa 129,3M $ASTR in meno emessi all’anno come cap
target max supply verso ~10B $ASTR
Burndrop riduce direttamente anche il cap finale
esperienza molto più semplice
niente bonus, niente periodi complessi
stake una volta l’anno
APY più basso ma più stabile (atteso ~10%)
reward concentrati su 16 progetti
allocazioni più significative
review e rimozioni per inattività
incentivo costante a costruire e rilasciare
Qui c’è il punto operativo più importante della proposta.
Deadline critica: 7 marzo 2026.
I parametri di inflazione devono essere aggiornati prima di questa data per valere sul prossimo ciclo annuale.
La transizione del modello dApp Staking punta al ciclo di voto che parte il 7 marzo 2026, così gli utenti possono ancora reclamare eventuali bonus prima del cambio.
Le proposte di governance devono passare con tempo sufficiente per l’implementazione.
Se questa proposta passa, Astar si muove verso un modello più leggibile e più credibile per molti osservatori:
meno inflazione massima
niente bonus e periodi “a incastro”
staking annuale più comodo
dApp Staking più selettivo e competitivo
Burndrop come acceleratore della riduzione supply
Il messaggio è chiaro: qualità sopra quantità, e tokenomics più disciplinate.
Per restare aggiornati
Se vuoi seguire tutti gli aggiornamenti ufficiali su Tokenomics 3.0 e sul nuovo modello di dApp Staking, tieni d’occhio il Forum di Astar Network e gli annunci su X:
Forum Astar Network: https://forum.astar.network/
X Astar Network: https://x.com/AstarNetwork
Il mio X: https://x.com/EmanuCt96
Dopo i feedback della community al post “Astar Foundation Forward: dApp Staking & Tokenomics” e un’analisi dei dati onchain, la Astar Foundation ha pubblicato una proposta con due obiettivi chiari:
ridurre le preoccupazioni sull’inflazione
semplificare l’esperienza utente di dApp Staking
concentrare le ricompense su progetti che portano valore reale
Il pacchetto di cambiamenti è sostanzioso: tetto massimo di inflazione annua dal 7% al 5,5%, rimozione totale dei bonus, passaggio a un solo ciclo annuale di staking, e dApp Staking limitato a 16 progetti. In combinazione con Burndrop, l’intento è “stringere” in modo deciso l’economia del token $ASTR.
Link della proposta al Forum: https://forum.astar.network/t/proposal-tokenomics-3-0-dapp-staking-changes/9345?u=emanuct96
La Foundation identifica quattro punti principali.
Un tetto massimo del 7% annuo viene percepito come un “soffitto” che può creare pressione di vendita costante, anche se l’inflazione reale può essere più bassa.
Con circa 69 progetti in dApp Staking, anche progetti poco attivi possono ricevere una parte del reward pool. Questo viene visto come una perdita di valore e un indebolimento degli incentivi per chi costruisce davvero.
L’attuale struttura con periodi (Voting + Build & Earn), bonus e meccaniche di ri-staking e ri-voto rende tutto più macchinoso del necessario. Tra tiering, periodi e numero elevato di progetti, si genera confusione e attrito.
Ricompense fisse alte e componente dinamica più bassa hanno contribuito a instabilità dell’APR e a pressione inflazionistica.
La modifica più importante è il passaggio da 7% a 5,5% come inflazione massima annua.
In parallelo:
bonus eliminati (bonus allocation al 0%)
quella quota viene spostata su base rewards e adjustable rewards per gli staker
In più si attiva il meccanismo di “decay” (riduzione emissioni nel tempo) con un decadimento per blocco dello 0,000008%, cioè l’elemento centrale del modello “Tokenomics 3.0” che punta a far convergere le emissioni verso un limite massimo (asintotico).
Nota importante della proposta: questi numeri rappresentano il tetto massimo. L’inflazione reale attuale viene indicata come circa 2,77%. Ridurre il tetto massimo dovrebbe spingere l’inflazione reale ancora più giù.
Con una supply attuale indicata di 8.622.347.668 $ASTR, la proposta confronta due scenari.
Modello attuale (7% max): circa 603,6M $ASTR come cap annuo
Nuovo modello (5,5% max): circa 474,2M $ASTR come cap annuo
Risultato: circa 129,3M $ASTR in meno all’anno, cioè -21,4% del soffitto di emissione.
E non finisce qui: il “decay factor” riduce ulteriormente le emissioni nel tempo. La proposta cita un esempio: con un rapporto di staking ideale al 50%, le emissioni scenderebbero a circa 81% dopo il primo anno e 65% dopo il secondo (riduzione esponenziale per blocco).
Tokenomics 3.0 punta a una supply massima determinata dal decay. Con il nuovo tetto:
prima: ~10,5B $ASTR
ora: ~10B $ASTR (circa 9,9B)
In pratica, la traiettoria verso il limite massimo diventa più aggressiva.
Burndrop viene presentato come iniziativa chiave nel 2026 e si integra direttamente con Tokenomics 3.0.
Il concetto è semplice: ogni burn riduce sia la supply attuale sia il limite massimo finale dello stesso ammontare.
Esempio della proposta:
se la max supply converge verso ~10B $ASTR
e vengono bruciati 2B $ASTR via Burndrop
il nuovo “cap effettivo” diventa ~8B $ASTR
Meno inflazione massima + burn attivi = supply economics più stretti.
Qui la proposta cambia filosofia: da “onboarding ampio” a “ricompense concentrate sui top performer”.
Con bonus allocation a 0%, spariscono:
bonus mechanics
voto e ricompense collegate al periodo bonus
tracking e ri-staking legati ai bonus
Obiettivo: zero complicazioni inutili.
Dato che l’inflazione viene ricalcolata annualmente, dApp Staking si allinea a un ciclo annuale.
In pratica:
l’utente “staka” una volta
mantiene la posizione fino al reset annuale
si passa da circa 3 ri-azioni l’anno a 1 sola
Si passa da ~69 a 16 progetti. Questo significa:
reward pool meno “diluito”
allocazioni più significative per chi resta
focus sui progetti che generano impatto reale
L’idoneità di un progetto richiede approvazione governance (Onchain Governance o ACC).
E in più: review regolari e possibilità di rimozione per progetti inattivi o fermi, creando pressione competitiva a consegnare risultati.
La logica dei tier resta nel backend per calcolare le ricompense, ma l’esperienza utente viene resa più semplice e lineare.
Nota: i dettagli più tecnici (soglie, rewards per progetto, modifiche ai tier) arriveranno in un post dedicato all’implementazione.
La Foundation parla esplicitamente di un approccio “parameter-based”:
usare parametri già configurabili nel codice attuale
evitare una riscrittura completa
ridurre rischio di bug, breaking changes e bisogno di audit pesanti
concentrare lo sviluppo su UI e governance execution
La proposta ribadisce che l’inflazione su Astar non è “stampa generica”, ma ricompense distribuite a soggetti specifici:
collator: produzione blocchi e sicurezza operativa
treasury: grant e iniziative di lungo periodo
dApp Staking: reward per builder e staker
Il decay factor è il meccanismo che fa “maturare” il sistema nel tempo, riducendo emissioni man mano che l’ecosistema cresce.
Sul fronte rendimenti, viene indicato che l’APY atteso scenderebbe:
da circa 17,5% (oggi)
a circa 10% (proposto)
Più basso, ma considerato più sostenibile e prevedibile, soprattutto con inflazione reale riportata come circa 2,3% nel confronto.
attivazione del modello a supply che converge (decay)
tetto inflazione massima da 7% a 5,5%
circa 129,3M $ASTR in meno emessi all’anno come cap
target max supply verso ~10B $ASTR
Burndrop riduce direttamente anche il cap finale
esperienza molto più semplice
niente bonus, niente periodi complessi
stake una volta l’anno
APY più basso ma più stabile (atteso ~10%)
reward concentrati su 16 progetti
allocazioni più significative
review e rimozioni per inattività
incentivo costante a costruire e rilasciare
Qui c’è il punto operativo più importante della proposta.
Deadline critica: 7 marzo 2026.
I parametri di inflazione devono essere aggiornati prima di questa data per valere sul prossimo ciclo annuale.
La transizione del modello dApp Staking punta al ciclo di voto che parte il 7 marzo 2026, così gli utenti possono ancora reclamare eventuali bonus prima del cambio.
Le proposte di governance devono passare con tempo sufficiente per l’implementazione.
Se questa proposta passa, Astar si muove verso un modello più leggibile e più credibile per molti osservatori:
meno inflazione massima
niente bonus e periodi “a incastro”
staking annuale più comodo
dApp Staking più selettivo e competitivo
Burndrop come acceleratore della riduzione supply
Il messaggio è chiaro: qualità sopra quantità, e tokenomics più disciplinate.
Per restare aggiornati
Se vuoi seguire tutti gli aggiornamenti ufficiali su Tokenomics 3.0 e sul nuovo modello di dApp Staking, tieni d’occhio il Forum di Astar Network e gli annunci su X:
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