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Sembra quasi un titolo da film thriller, vero? Ma tranquillo, non sto per raccontarti l'ultima puntata di una serie TV.
Oggi è una di quelle giornate in cui il silenzio regna sovrano. Un silenzio fatto di “normalità” e gossip, come tutti gli altri giorni. È come se i giornali, la TV, e persino i social network fossero tutti impegnati in una partita a nascondino cosmica con un argomento a mio avviso davvero troppo grande per essere nascosto, o ignorato.
Ok, scendiamo un gradino verso l’obiettivo.
Parlerò di macroeconomia, informatica e storia. Se questi argomenti non ti appassionano, è il momento di fare zapping, restando in tema serie TV.
Se invece sei ancora qui, complimenti! Hai appena guadagnato il badge dell'audace curioso.
Qualcosa di grosso sta per succedere a livello mondiale. Qualcosa di così nuovo e rivoluzionario che cambierà l'economia per come la conosciamo.
Ricordate i patti di Bretton Woods? Fa lo stesso, sta comunque per succedere qualcosa di simile.
Domani, 10 gennaio 2024, entrerà in scena un nuovo giocatore nell’economia mondiale: l'ETF (Spot) su bitcoin. Sì, proprio quella criptovaluta che ha festeggiato da poco il suo quindicesimo compleanno e che fino a … cioè, tutt’ora, viene solo additata come “la moneta dei criminali”.
Ma non quelli in giacca e cravatta sulla poltrona eh, quelli “cattivi cattivi”, quelli che si muovono nel “dark web”, il cui solo nome dovrebbe spaventare. Comunque, sorvoliamo.
Ho un conflitto interiore talmente forte che quasi mi mancano le parole. È un mix di eccitazione e paura, come quando ti accorgi che sei il primo a sapere di un cambiamento epocale, e intorno a te tutti sembrano vivere in un'altra dimensione. Ovviamente non sono il primo, anzi, però siamo davvero pochissimi a essere a conoscenza di questa cosa. Ma non siamo speciali, non fraintendetemi. Chiunque (e me lo auguro) può trovare ogni informazione online.
Lontano da strani gruppi complottisti o strane teorie. Basta iniziare da bitcoin.org e da lì sarà tutto in discesa (anzi, in salita con ultra pendenza a 89.9°, tante sono le cose che scoprirai).

Facciamo un passo indietro e parliamo di oro. Sapevi che l'oro era la base del valore della moneta?
Boom, 1971, "Nixon Shock", a causa di un “errore di calcolo” americano, lo stato presta troppi soldi e non ha abbastanza riserve d’oro con cui fare da collaterale, per cui quando tanti tornarono indietro per riavere il proprio oro… beh, questo non esisteva. Come la svangò la vecchia volpe del presidente in carica? Dichiarò che il valore della moneta non sarebbe più stato legato all'oro. Semplice, no? Tutto qui, da quel giorno la moneta circolante, il contante, non aveva più valore, non esisteva assolutamente niente al di sotto di esso che ne giustificasse la preziosità.
Se sapevi già questo, complimenti! Sei un gradino sopra la media.
Ora, il valore della moneta è basato sulla fiducia. Quel pezzetto di carta che chiamiamo banconota non ha quindi un valore intrinseco. È un po' come quel gioco in cui coi pezzi di carta colorati noi compriamo case, hotel, parchi... Vero, non ti prendo in giro. Se ci mettessimo tutti d’accordo (tutti tutti) e decidessimo che i soldi del monopoli fossero riconosciuti per comprare il caffè al bar, avremmo appena fatto la stessa cosa che Nixon ha imposto al mondo allora.
Comunque, non mi dilungherò sulle polemiche del sistema monetario, anche se sarebbe facile cadere nella tentazione.
Taglio, transizione e siamo al 2008: ricordate la crisi finanziaria del 2008 e il panico in Grecia prima nel 2009, poi di nuovo nel 2015, quando la gente non riusciva a prelevare i propri soldi dai bancomat? Ecco, è tutto un gioco di fiducia. E allora fu tradita dalle banche verso i propri cittadini, che al più potevano avere 60€ al giorno.
Ma come, le banche lo possono fare? Benvenuto nella tana del bianconiglio.

Le banche, ah le banche! Quei luoghi dove depositi i tuoi soldi pensando che siano al sicuro dietro ad una mega super porta gigante, quando in realtà vengono usati (dalla banca) per fare altri soldi attraverso diverse operazioni.
Un esempio pratico: se tutti volessero ritirare i propri risparmi contemporaneamente, scoprirebbero l'amara verità: non sono più in banca. Anzi, precisiamo: non esistono proprio. Solo una persona su dieci può avere accesso al denaro contante dalla banca (non per dire, letteralmente così. Il 10% del denaro in banca è liquido, il resto è elettronico).
E qui arriva il bello: il controllo dell'intero sistema monetario (elettronico) è nelle mani di… solo tre società, private per di più. Nessun governo, nessun garante, solo un patto di fiducia. Coi tuoi soldi però. Ironico vero?

Veniamo al punto. Domani sapremo se l'ETF Spot su bitcoin verrà approvato. Questo potrebbe essere l'inizio di una nuova era per la moneta.
Bitcoin, questa criptovaluta tanto discussa e talvolta bistrattata, potrebbe diventare uno strumento finanziario riconosciuto a livello globale. Immagina: una valuta che non dipende da governi o banche centrali, ma si basa su un sistema di crittografia avanzato. Una moneta che non puoi stampare a piacere né puoi “far sparire”, anzi, puoi tracciarla! Seguirla, vedere cosa fa, dove viene impiegata e “da chi” (le virgolette sono perché non troverai un nome e un cognome scritto sui bitcoin, ma non approfondirò ora).
E la cosa bella…
Puoi detenerla completamente autonomamente. Di fatto è come avere i contanti sotto il materasso, però fatti d’oro e protetti da una banca svizzera, ma non di altri, sei tu la banca stessa.
Poi, ma solo per incuriosirvi, vi dico che tutto questo ha a monte un sistema fatto di due codici, uno pubblico e uno privato, di cui poi attraverso la cifratura e la matematica super complessa dietro a bitcoin, il gioco si riduce ad un indirizzo e 12 parole magiche. Figata, no? Per me lo è.
Da domani, Bitcoin potrebbe non essere più visto solo come lo strumento del crimine informatico, ma come una vera e propria rivoluzione economica. Anzi, per me ve lo sbatteranno un po’ tipo ovunque, come oggi fanno col panettone della Ferragni per intenderci.
Non basta: sarà riconosciuto, regolamentato, e potenzialmente adottato su scala globale. Cioè ma dico: ci rendiamo conto?!
E così, caro lettore, benvenuto nella nuova era dell'economia. Un'era in cui "Bitcoin" potrebbe diventare una parola comune in ogni conversazione e forse attirare anche la tua attenzione, ignara del tutto fino a 10 minuti fa.
Fate le vostre ricerche, perché il futuro è proprio dietro l'angolo. Un futuro fatto di comunità, mistero, valore, truffe (degne di una serie TV coi contro fiocchi) ma sopratutto di libertà.
Tutto questo, è bitcoin.

Sembra quasi un titolo da film thriller, vero? Ma tranquillo, non sto per raccontarti l'ultima puntata di una serie TV.
Oggi è una di quelle giornate in cui il silenzio regna sovrano. Un silenzio fatto di “normalità” e gossip, come tutti gli altri giorni. È come se i giornali, la TV, e persino i social network fossero tutti impegnati in una partita a nascondino cosmica con un argomento a mio avviso davvero troppo grande per essere nascosto, o ignorato.
Ok, scendiamo un gradino verso l’obiettivo.
Parlerò di macroeconomia, informatica e storia. Se questi argomenti non ti appassionano, è il momento di fare zapping, restando in tema serie TV.
Se invece sei ancora qui, complimenti! Hai appena guadagnato il badge dell'audace curioso.
Qualcosa di grosso sta per succedere a livello mondiale. Qualcosa di così nuovo e rivoluzionario che cambierà l'economia per come la conosciamo.
Ricordate i patti di Bretton Woods? Fa lo stesso, sta comunque per succedere qualcosa di simile.
Domani, 10 gennaio 2024, entrerà in scena un nuovo giocatore nell’economia mondiale: l'ETF (Spot) su bitcoin. Sì, proprio quella criptovaluta che ha festeggiato da poco il suo quindicesimo compleanno e che fino a … cioè, tutt’ora, viene solo additata come “la moneta dei criminali”.
Ma non quelli in giacca e cravatta sulla poltrona eh, quelli “cattivi cattivi”, quelli che si muovono nel “dark web”, il cui solo nome dovrebbe spaventare. Comunque, sorvoliamo.
Ho un conflitto interiore talmente forte che quasi mi mancano le parole. È un mix di eccitazione e paura, come quando ti accorgi che sei il primo a sapere di un cambiamento epocale, e intorno a te tutti sembrano vivere in un'altra dimensione. Ovviamente non sono il primo, anzi, però siamo davvero pochissimi a essere a conoscenza di questa cosa. Ma non siamo speciali, non fraintendetemi. Chiunque (e me lo auguro) può trovare ogni informazione online.
Lontano da strani gruppi complottisti o strane teorie. Basta iniziare da bitcoin.org e da lì sarà tutto in discesa (anzi, in salita con ultra pendenza a 89.9°, tante sono le cose che scoprirai).

Facciamo un passo indietro e parliamo di oro. Sapevi che l'oro era la base del valore della moneta?
Boom, 1971, "Nixon Shock", a causa di un “errore di calcolo” americano, lo stato presta troppi soldi e non ha abbastanza riserve d’oro con cui fare da collaterale, per cui quando tanti tornarono indietro per riavere il proprio oro… beh, questo non esisteva. Come la svangò la vecchia volpe del presidente in carica? Dichiarò che il valore della moneta non sarebbe più stato legato all'oro. Semplice, no? Tutto qui, da quel giorno la moneta circolante, il contante, non aveva più valore, non esisteva assolutamente niente al di sotto di esso che ne giustificasse la preziosità.
Se sapevi già questo, complimenti! Sei un gradino sopra la media.
Ora, il valore della moneta è basato sulla fiducia. Quel pezzetto di carta che chiamiamo banconota non ha quindi un valore intrinseco. È un po' come quel gioco in cui coi pezzi di carta colorati noi compriamo case, hotel, parchi... Vero, non ti prendo in giro. Se ci mettessimo tutti d’accordo (tutti tutti) e decidessimo che i soldi del monopoli fossero riconosciuti per comprare il caffè al bar, avremmo appena fatto la stessa cosa che Nixon ha imposto al mondo allora.
Comunque, non mi dilungherò sulle polemiche del sistema monetario, anche se sarebbe facile cadere nella tentazione.
Taglio, transizione e siamo al 2008: ricordate la crisi finanziaria del 2008 e il panico in Grecia prima nel 2009, poi di nuovo nel 2015, quando la gente non riusciva a prelevare i propri soldi dai bancomat? Ecco, è tutto un gioco di fiducia. E allora fu tradita dalle banche verso i propri cittadini, che al più potevano avere 60€ al giorno.
Ma come, le banche lo possono fare? Benvenuto nella tana del bianconiglio.

Le banche, ah le banche! Quei luoghi dove depositi i tuoi soldi pensando che siano al sicuro dietro ad una mega super porta gigante, quando in realtà vengono usati (dalla banca) per fare altri soldi attraverso diverse operazioni.
Un esempio pratico: se tutti volessero ritirare i propri risparmi contemporaneamente, scoprirebbero l'amara verità: non sono più in banca. Anzi, precisiamo: non esistono proprio. Solo una persona su dieci può avere accesso al denaro contante dalla banca (non per dire, letteralmente così. Il 10% del denaro in banca è liquido, il resto è elettronico).
E qui arriva il bello: il controllo dell'intero sistema monetario (elettronico) è nelle mani di… solo tre società, private per di più. Nessun governo, nessun garante, solo un patto di fiducia. Coi tuoi soldi però. Ironico vero?

Veniamo al punto. Domani sapremo se l'ETF Spot su bitcoin verrà approvato. Questo potrebbe essere l'inizio di una nuova era per la moneta.
Bitcoin, questa criptovaluta tanto discussa e talvolta bistrattata, potrebbe diventare uno strumento finanziario riconosciuto a livello globale. Immagina: una valuta che non dipende da governi o banche centrali, ma si basa su un sistema di crittografia avanzato. Una moneta che non puoi stampare a piacere né puoi “far sparire”, anzi, puoi tracciarla! Seguirla, vedere cosa fa, dove viene impiegata e “da chi” (le virgolette sono perché non troverai un nome e un cognome scritto sui bitcoin, ma non approfondirò ora).
E la cosa bella…
Puoi detenerla completamente autonomamente. Di fatto è come avere i contanti sotto il materasso, però fatti d’oro e protetti da una banca svizzera, ma non di altri, sei tu la banca stessa.
Poi, ma solo per incuriosirvi, vi dico che tutto questo ha a monte un sistema fatto di due codici, uno pubblico e uno privato, di cui poi attraverso la cifratura e la matematica super complessa dietro a bitcoin, il gioco si riduce ad un indirizzo e 12 parole magiche. Figata, no? Per me lo è.
Da domani, Bitcoin potrebbe non essere più visto solo come lo strumento del crimine informatico, ma come una vera e propria rivoluzione economica. Anzi, per me ve lo sbatteranno un po’ tipo ovunque, come oggi fanno col panettone della Ferragni per intenderci.
Non basta: sarà riconosciuto, regolamentato, e potenzialmente adottato su scala globale. Cioè ma dico: ci rendiamo conto?!
E così, caro lettore, benvenuto nella nuova era dell'economia. Un'era in cui "Bitcoin" potrebbe diventare una parola comune in ogni conversazione e forse attirare anche la tua attenzione, ignara del tutto fino a 10 minuti fa.
Fate le vostre ricerche, perché il futuro è proprio dietro l'angolo. Un futuro fatto di comunità, mistero, valore, truffe (degne di una serie TV coi contro fiocchi) ma sopratutto di libertà.
Tutto questo, è bitcoin.

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